IO: spettatore distratto

Passo la mia vita tra dubbi e paure. Ho una bassa autostima e sono pieno di insicurezze.
credo di non essermi goduto la mia vita finora,
ho la sensazione di essere sempre sbagliato e fuori luogo,
Incapace.
Ho costantemente paura di sbagliare,
paura del giudizio.
Passo periodi e momenti felici, ma subito ricado in un turbine di pensieri cupi, infelici che mi logorano internamente. Faccio molta fatica a ricordare quei momenti di gioia e in generale sento di non possedere il controllo della mia mente.

E’ come se fossi uno spettatore passivo e distratto che osserva lo scorrere della propria vita.

Non ho una buona memoria e questo mina il rapporto con gli altri. Non so mai cosa dire. Sono quello silenzioso, che non dice mai nulla, che non prende iniziativa.
La maggior parte delle giornate prosegue senza concludere nulla,
non riesco ad impegnarmi,
non riesco ad agire.
Ho tanto tempo che non riesco a sfruttare perché sento un freno interiore, non sono in grado di prendere le redini e gestire me stesso.
Vorrei solo che tutto fosse più facile da affrontare. Vorrei non provare questa sofferenza.
Paura? Sì molta. Di cosa? TUTTO.
Perché non agisci? ho paura di iniziare qualcosa, so già che non sono capace, non sono abbastanza per Lei.
Mi sento stupido e non all’altezza di chi mi circonda. Questo mi porta a distruggere quei rapporti veri con le persone che ho accanto. Mi sembra di essere solamente un peso per loro e per tutti quanti.
Passo momenti felici,
lo ammetto,
ma subito dopo subentra un enorme senso di insoddisfazione per la mia vita, per me stesso.
Eppure non dovrei lamentarmi,
ho persone che mi stanno vicino, che continuano a dimostrare di tenere a me.
Il problema è che io non mi conosco, io non sono presente,
io non…
Sono molto timido, introverso e ciò mi porta ad escludermi e isolarmi
da tutto e tutti.
Mi sento solo quando sono a casa la sera, sul divano con un libro in mano.
Mi sento solo quando esco con gli amici, fisicamente sono presente, ma la mia mente vaga catturata da un tornado che si identifica in un processo di autodistruzione: ho pensieri ricorrenti, ossessivi, negativi.
Mi sento solo in mezzo alla folla, durante un concerto,…
Mi sento tremendamente solo.
Quando mi trovo in gruppo non so mai cosa dire, sono il tizio silenzioso che se ne sta in disparte per paura di essere etichettato come strano, come incapace di vivere,
con una paura fottuta del giudizio altrui, di esprimere ciò che penso.
Non so come continuare e mantenere viva una discussione.
Prima di incontrare un amico ho l’ansia di cosa dovrò dire per prima cosa,
ho l’ansia di non avere abbastanza argomenti per risultare interessante.
Mi sento a disagio,
semplicemente mi sento strano e tutto ciò mi porta a rinunciare a conoscenze e possibili appuntamenti con altri.
Ho sempre vissuto male le relazioni, quelle poche che ho avuto.
Non riesco ad approcciarmi perché mi sento in difetto, non mi sento interessante e all’altezza di nessuno.
Una volta che esaurisco quello che dovevo dire me ne sto zitto e ho un blocco. E’ come se perdessi la memoria, non ho input su nessun argomento, storia o quel che sia.
Faccio fatica a esprimermi, formulare le frasi e trovare i termini giusti, seppure nella mia testa il discorso è chiarissimo e lineare. All’esterno tutto si sgretola, mi sembra di rovinare qualsiasi cosa nella mia vita.
Non mi sento normale.
Che poi,
cosa vuol dire essere normale? Vuol dire non soffrire in modo smisurato e autodistruttivo.
Mi sento solo,
vuoto.
Desidero solamente essere amato,
considerato.
Se nessuno ti ama come puoi amare te stesso? come puoi accettarti e smettere di sentirti solamente un PROBLEMA.
Vorrei avere qualcuno che mi cerca,
che mi dica “tranquillo, sono qui”.
Questo vuoto aumenta durante la notte,
quando non riesco a dormire
e l’unica cosa che vorrei fare è piangere.
Perchè sì,
la sola cosa di cui sono sicuro è che sono FRAGILE.
Mi sento insicuro del mio fisico, del mio aspetto.
Vivo una situazione famigliare tossica, in cui il rapporto con i miei genitori è ridotto al minimo: vorrei solo fuggire, urlare e cambiare tutto ciò.
Non mi sento compreso.
Mi sento solo e ho quasi paura di me stesso,
ho paura di perdere totalmente il controllo.
Percepisco costantemente il passato, ripensando a tutti gli aspetti negativi, gli errori e le sofferenze che mi hanno condotto fin qui.
Il presente mi sfugge e per questo motivo finisco per rinunciare a tutto ciò di veramente importante.
Vivo perennemente nel futuro,
osservando un obbiettivo che mi sembra irraggiungibile: smettere di soffrire.
Provo un dolore che non riesco a esprimere verbalmente e quindi mi sento ulteriormente sbagliato e stupido: probabilmente dall’esterno sembrerò superficiale,
ma la verità è che internamente possiedo un oceano di problemi e sofferenze che non riesco ad esternare.

Viandante malinconico

Mi sento solo
in questa folla di pensieri.
Una discesa improvvisa nel baratro.
Come possono coesistere un sé felice e sicuro
con un sé cupo, rassegnato e stanco di questa situazione…
uno straniero.
Eppure questo viandante infelice accompagna ogni momento della giornata.
Una bussola autodistruttiva.
Egli rimane l’unica certezza.
Essere solo, insicuro, tremendamente confuso e stanco del qui e ora,
Ecco! Tutto ciò,
essendo perennemente presente,
dona una sicurezza e un conforto malinconici.

Calma piatta


Sento di non appartenere a questo qui ed ora.
Sento di essere sbagliato,
Anzi diverso…
Forse troppo diverso per le cose,
diverso per le persone.
Scivolo su un’infinita distesa di acqua.
Uno specchio di calma piatta.
Sono solo?
Non sento risposte.
Forse dovrei scacciare questa profonda tristezza e solitudine,
ma al tempo stesso sono ciò che mi consola.

Vittima e carnefice

Non so cosa sia
Questa sensazione di voler scappare
Fuggire da questo Adesso
Tagliare tutti i ponti
Girare le spalle a ognuno
Anche a chi poi farebbe pesare quel vuoto
…a chi ora è indispensabile
Sono vittima e carnefice
E poi starmene lì
Guardarmi attorno
ed essere sommerso da una tranquillità inquietante e malinconica
Pervaso da un senso di delusione e insicurezza.
Questo sono io,
ma non Mi conosco ancora

Partire

Ne sento il bisogno…

Pulsa forte da dentro,

È una musica che irrompe in questo silenzio assordante e caotico.

Raccogliere quel poco che veramente serve e partire.
Un biglietto dell’ultimo minuto,
l’ultima corsa,
l’ultimo volo.

Perché infondo se non ti senti adatto,
se capisci di non appartenere ad un posto, ad un momento,
quel che resta da fare è lasciarsi tutto alle spalle e fuggire.

Non sarebbe una fuga per paura.

Sarebbe semplicemente una ricerca di risposte lontano da tutto e tutti,

dal vero problema

Senza dimenticare, tenendo bene in mente ogni briciola di insicurezza e di incertezza legati a quel luogo,
a quella situazione.

Forse sbaglio?
Forse ho sbagliato fino ad ora?
Silenzio…

Quel che è certo è il bisogno incessante di allontanarsi da quest’aria dannosa.

Alla fine basta poco!

Una valigia, un libro, pochi vestiti, musica…

Dovrei farlo? Probabilmente si…

e subito.

Ciò che mi trattiene è “solamente” quel legame invisibile, quel filo di arianna che mi unisce a chi posso veramente chiamare amici, una sorella, anime…

Questo è il problema.

So che la soluzione è partire, ma ho paura di perdere tutto.

Paura di perdere quel “poco tutto” che mi resta e che mi tiene a galla.

Forse dovrei prendere forza e per una volta nella vita pensare solo a me stesso…ma come posso ignorare il resto?

Forse dovrei solo essere più Forte.

Una bellissima scoperta

Perché chiunque ha un profondo bisogno di essere campatito, di sentirsi debole davanti a una persona,

quella persona che allo stesso tempo ti fa sentire grande.

Lasciarsi scorrere tutto addosso,

Non prendere decisioni,

Perdere occasioni…

E tutto per cosa? Perché è più facile lamentarsi ed essere vittime.

Perché in fondo è bello farsi consolare, sentirsi accuditi.

Ma tutto questo è dannoso,

Tutto ciò ci allontana dal nostro essere e da quello che dovrebbe essere la vita…

Una bellissima scoperta

Iniziare

È qualcosa di estremamente difficile.

Ma a volte sarebbe talmente semplice

che ogni piccolo ostacolo risulta

insignificante,

inutile.

Perché non lo fai?

Perché aspetti tanto?

Hai paura?

Non lo so.

Iniziare…

Da qui,

Dal piccolo,

Ora,

Senza pensarci troppo,

Senza paranoie.

Il primo passo nel vuoto prima di

una caduta libera.

La paura per un qualcosa che non si

potrebbe controllare,

per uno stupendo e

imprevedibile caos.

Perché sprecare tempo nel rimorso?

Fai ciò che ti senti in quel momento,

Tutti gli insulti…

Le ferite guariranno,

La nebbia,

con quel suo potere protettivo,

si farà più rada.

Un piccolo mondo di insicurezze che

incatenano una bomba di amore…

Amore per la vita,

La vera vita.

Un piccolo mondo che deve essere

sconvolto in qualche modo.

Sii diretto,

sii felice,

Sii sempre sincero,

soprattutto con chi conta veramente.

Non avere paura di dire ciò che pensi,

Ciò in cui credi.

Vai da lei,

Corri e dille tutto!

Un si o un no più belli della tua vita…

Almeno ci avrai provato.

Ognuno dovrebbe essere più fiero di se

stesso;

Ognuno dovrebbe credere in se stesso.

Vai e prendi in mano la tua esistenza!!!

Iniziare…